La genetica mi ha dotata di una discreta dose di pigrizia nel fare i lavori domestici e la fortuna (o il buonsenso) di un compagno comprensivo e generoso, che un giorno è tornato a casa con una asciugatrice fighissima.
E questo , devo dire, è stato uno dei regali più belli che mi abbia mai fatto (dopo la reflex, s’intende), perché l’ultimo dei miei pensieri sono i panni da lavare, ve l’assicuro.
Purtroppo però quel momento in cui il mio cassetto della biancheria è vuoto arriva e mi accorgo che le uniche mutande che mi sono rimaste sono quelle di quando ero incinta: quelle alte fino sotto alle ascelle, con la banda contenitiva sulla pancia. Che ogni volta che le guardo mi immagino Marie Kondo con le mani sui fianchi che mi impone di buttarle guardandomi brutto brutto. No, cara “buttatutto” Kondo, io quelle mutande non le getto via. Le tengo per ricordo.
Di solito questo succede di sera, quando mi preparo per andare a letto. Mi prende proprio il “panico da mutanda” e corro a fare la lavatrice altrimenti la mattina dopo mi toccherà mettere un paio di mutande di Freddy.
E qui permettetemi di aprire una parentesi sulle mutande maschili: c’è stata una volta in cui ho dovuto indossare le mutande di Freddy; è stato quando Tritotutto aveva divorato diverse paia delle mie mutande e per l’appunto, avevo anche dimenticato di fare la lavatrice.
Indossare un paio di mutande da uomo è una strana sensazione: a causa del loro rigonfiamento frontale, sembra che davanti vi manchi una parte del corpo ed una arietta leggera entra e vi costringe a dare una tastatina ogni tanto per verificare che sia tutto a posto e che non abbiate la patta dei pantaloni aperta – chiusa parentesi.
Poi però c’è il problema dell’asciugatrice e di come fare a metterci dentro il bucato appena fatto così che l’indomani sia pronto per essere indossato. O mi alzo io in piena notte e faccio il trasbordo dei panni dalla lavatrice all’asciugatrice oppure ci pensa Freddy.
Ci pensa Freddy, ché io non ho un buon rapporto con la sveglia.
Freddy si alza prestissimo al mattino. All’ora giusta per caricare l’asciugatrice e farmi trovare la biancheria asciutta.
Solo che la memoria a breve termine di Freddy dopo una certa ora della sera si accorcia e diventa a brevissimo termine e nel momento stesso in cui gli dico che deve caricarmi l’asciugatrice, se n’è già dimenticato.
Quindi gli lascio dei bigliettini sul tavolo della cucina.
L’ultima volta però, ho scritto su uno dei sui documenti di lavoro, ovviamente su uno importantissimo, convinta che fosse una vecchia comunicazione della scuola della Picci. E siccome alla vista del disastro che avevo appena combinato Freddy ha scatenato l’inferno in terra, allora ho dovuto trovare una soluzione per ovviare al problema dei bigliettini.
Così è nata la mia
LAVAGNA SU VETRO
INGREDIENTI:
– Una cornice con vetro (o plexiglass) – io ho utilizzato Ung Drill di Ikea, ma voi ovviamente potete realizzarne una con qualunque altra cornice.
– 1 foglio di cartone grande e spesso
– Colore acrilico a scelta – io ho usato l’Allegro di Stamperia: un bel Verde Campo KAL69
– Chiodi
– Pennarelli per lavagna (io da Ikea ho preso Mala, 4 pennarelli ed un cancellino)
UTENSILERIA:
– Lapis
– Cutter
– Spugna o Straccio o Pennello
– Piattino di plastica usa e getta
– 1 Foglio di carta da cucina
– Martello
ISTRUZIONI:
Togliete dalla cornice il retro e mettetela al sicuro da cani, figli e/o eventuali frequentatori molesti di casa vostra che potrebbero rovinarla.
Poggiate il retro appena tolto dalla cornice, sul cartone. Ritagliate il cartone seguendo il contorno del retro cornice.
Mettete un po’ del colore che avete scelto come sfondo della lavagna nel piattino di plastica e se vi sembra troppo denso, diluitelo con poca acqua.
Utilizzando una normale spugna per le pulizie di casa (io ho utilizzato quella tipo panno “Ballerina” per intenderci), dipingete l’intera superficie del cartone appena ritagliato.
TIP #1: Affinché lo sfondo non risulti troppo piatto e monotono, dipingete con movimenti circolari e casuali, così da creare un effetto un po’ “vissuto”, che darà profondità e movimento alla lavagna.
Dopo che si sarà asciugata per bene, passate un’altra mano di colore (utilizzando sempre la stessa tecnica).
Appena sarà asciutta anche la seconda mano, assemblate la cornice posizionando dietro al vetro il cartone dipinto e dietro a questo il retro della cornice che avete tolto.
Armandovi di chiodi e martello appendetela al muro ed il gioco è fatto.
Avete appena realizzato una splendida e pratica lavagna su vetro!
TIP #2: Se il cancellino vi pare un po’ scomodo e ingombrante, fate come me: togliete i pennarelli e staccate il tessuto. Siccome la colla che resta appiccicata al tessuto è bella potente e fastidiosa, metteteci sopra un foglio di carta da cucina e ritagliate i bordi in eccesso. Avrete così una spugnetta piccola e pratica per cancellare la vostra lavagna.

